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sabato 19 maggio 2018

IL CARATTERE ESTROVERSO E SOLARE DELL' ANIMATORE

Dare una precisa definizione a questo termine non è molto semplice, tuttavia il “carattere” si può definire come: l’insieme delle qualità e delle attitudini di tipo psicologico che costituiscono l’impronta individuale di una persona.
Il carattere, viene inserito sempre più tra i vari aspetti che compongono la personalità è infatti attraverso esso che l'uomo regola grandissima parte della sua vita sociale.
Per un animatore possedere in carattere estroverso, cioè tendente ad orientarsi positivamente verso il mondo esterno, i rapporti con il prossimo, risulta di basilare importanza perché il suo lavoro dipende anche dall'impressione che gli altri si formano su di lui e il suscitare simpatia facilita notevolmente l’operato. Senza entrare nel campo della psicologia, diremo che il carattere di ogni uomo è costituito dal suo modo, di agire, pensare, e volere, conferendo in tal modo ad ognuno, un comportamento particolare.
Il carattere si fonda su un insieme di istinti, tendenze naturali, che spingono l’uomo a compiere determinati atti, queste tendenze danno vita a ciò che viene comunemente definito il temperamento. A questo punto occorre dire che, mentre il temperamento è un qualche cosa di irrazionale che sfugge quindi agli schemi logici della ragione, il carattere invece, è una funzione psichica che permette all’individuo di prendere decisioni consapevoli e coscienti.
 Questo va distinto in due attività psicologiche che lo compongono; la volontà e il pensiero. La volontà: è la capacità di volere, cioè il potere di determinarsi con consapevolezza a compiere un atto per ottenere un determinato fine, da ciò si evince che la volontà può essere suddivisa in due segmenti distinti ma consequenziali.
 1) Nella fase della decisione, l’animatore deve valutare la situazione che gli si presenta e le diverse possibilità di agire.
 2) La seconda fase invece è quella dell’applicazione pratica, della decisione raggiunta dall’animatore in precedenza.
 Il pensiero: è quell’attività mentale, attraverso la quale l’animatore acquista coscienza di se e della realtà che lo circonda. Questi sono in linea generale i principi che inducono gli psicologi a definire il carattere come la risultanza tra l’agire, il pensiero e il volere. L’animatore deve quindi coordinare positivamente la volontà del suo carattere e regolare attraverso le sue azioni, la vita lavorativa e di conseguenza sociale.
Questi deve in altri termini, adattare il suo pensiero, il suo agire, la sua volontà, in favore del prossimo, sfruttando le capacità naturali al fine di rendere più umana e socialmente produttiva la convivenza con chi gli vive accanto e si serve delle sue prestazioni professionali. Spesso l’aspetto fisico può aiutare l’animatore a carpire qualcosa del carattere di un individuo. Gli studiosi, nel corso degli anni si sono impegnati ad analizzare diversi tratti che definiscono il carattere, ed hanno cercato di visualizzarne ed indicarne i corrispondenti comportamenti. Una classificazione di “carattere” che ancora oggi conserva il suo valore, è quella elaborata dallo studioso Jung, la cui teoria si basa sulla distinzione dell’individuo e del suo carattere in due tipi : - Carattere Estroverso: si tratta di soggetti votati al contatto sociale, capaci di orizzontarsi in ogni situazione ed influenzabili positivamente dai fattori esterni. - Carattere Introverso: in genere sono soggetti riflessivi, chiusi in se stessi che tendono ad evitare i contatti sociali. Diremo quindi che si tratta di individui orientati generalmente verso un loro mondo interiore. Risulta utile sottolineare, che sono proprio questi ultimi ad aver maggior bisogno delle attenzioni, delle "cure" degli animatori. Tra queste due tipologie ne esistono altre determinate da fattori intermedi. Uno di questi metodi ci è fornito dallo psichiatra Kretshmer, che elaborò una tesi basandosi soprattutto sull’osservazione di casi patologici.
 Questa teoria ha evidenziato, come esistano delle corrispondenze tra l’aspetto fisico e la strutturazione mentale, avremo quindi le seguenti distinzioni di individui: Atletico - Picnico - Astenico .
 A ) Individuo atletico : In genere ha una corporatura snella, dotato di destrezza fisica e muscolatura accentuata. Dal punto di vista caratteriale, tutti coloro che fanno parte di questa categoria presentano comportamenti difficilmente definibili, poiché variano da una estroversione estrema, all’introversione. Risulta quindi molto improbabile, fare una classificazione precisa nei loro confronti.
 B ) Individuo picnico : Si tratta di un individuo di bassa statura, spesso grassottello e dal viso largo e pasciuto e tuttavia di ossatura fragile. Generalmente coloro che possiedono queste caratteristiche fisiche, possiedono uno spiccato spirito di adattamento, sono socievoli ed estroversi. Bisogna dire che tali individui sono piuttosto impulsivi, manifestano le loro emozioni e quando sono tristi o allegri ciò è dovuto esclusivamente all’ambiente circostante.
 C ) Individuo astenico : Fisicamente si presenta alto, magro, indipendentemente dall’alimentazione; ha le ossa lunghe e un aspetto gracile. Caratterialmente è un individuo che appare freddo e distaccato dagli avvenimenti esterni. In realtà l'animatore deve scardinare questa sua apparente freddezza, se infatti si riesce ad andare oltre la superficie, gli si può riscontrare una dote di sensibilità e simpatia estrema. Nel confronti del mondo esterno, gli astenici hanno uno spiccato atteggiamento introverso e difensivo, le emozioni non sono manifestate ma si accumulano provocando forti tensioni interne. Il carattere, secondo il pensiero del Freud, è quindi anche un meccanismo di difesa che l'uomo esprime per staccarsi dal mondo che lo circonda. Sarebbe però troppo lungo e pretenzioso fare un discorso sulla psicoanalisi.

Ci siamo quindi limitati ad accennare solo alcune tipologie di carattere poiché il conoscerle contribuisce ad una preparazione più completa, considerando che l’animatore basa il suo lavoro, sulla comunicazione costante e diretta alla massa di utenti.

 ( a cura dello staff di Animandia, tratto da Analisi generale dell’animazione Edizioni Effegi)


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